Guida
Come arrivare dal voto del tuo dominio a una posta che nessuno può falsificare. Si parte sempre dalla dashboard.
Dall’inizio alla fine
1
Aggiungi il dominio
Nella dashboard, nel riquadro «Monitora un altro dominio», scrivi il dominio che usi per la posta. Il primo controllo parte subito e legge solo record DNS pubblici: non invia messaggi e non si collega ai tuoi server.
2
Leggi il voto
Ogni dominio ha un voto da A a F e una frase che dice cosa manca. «Apri il report completo» mostra ogni rilievo con la sua spiegazione.
3
Segui il piano di intervento
Sotto il dominio trovi i passaggi nell’ordine in cui vanno fatti, con i record DNS da pubblicare dove si possono ricavare. «Scrivi le istruzioni per i miei provider» chiede a un modello AI di riscriverli per chi gestisce la tua posta e il tuo DNS: ne hai un numero ogni mese, secondo il piano.
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Ricontrolla
Dopo ogni modifica premi «Ricontrolla ora»: il voto si aggiorna e i passaggi fatti risultano chiusi. Poi il controllo prosegue da solo e ti scrive solo se qualcosa cambia.
Cosa c’è dietro il voto
Il voto riassume i controlli qui sotto. A è il migliore, F il peggiore. DMARC va alzato un livello alla volta (osservazione, quarantena, rifiuto), guardando i report: portarlo subito a «rifiuto» rischia di bloccare anche la posta legittima.
DMARC
La policy che dice ai server destinatari cosa fare con le email che usano il tuo dominio senza autorizzazione. Finché non è applicata, quelle email vengono consegnate.
SPF
L’elenco dei server autorizzati a inviare la tua posta. Verifichiamo che sia valido, che resti entro i limiti dello standard e che non autorizzi più del necessario.
DKIM
La firma che rende la tua posta non alterabile. Cerchiamo le chiavi pubblicate e segnaliamo quelle deboli, revocate o mai attivate.
Domini sosia
Varianti del tuo dominio — un carattere diverso, un’altra estensione — che qualcuno ha già registrato, e se sono in grado di ricevere posta.
Trasporto
MTA-STS, TLS-RPT, DNSSEC e BIMI: le protezioni per la posta in transito e per l’integrità dei record.
I domini sosia
Sono nomi quasi identici al tuo, già registrati da altri: un carattere diverso, una lettera mancante o scambiata, un’altra estensione, anche insieme (come «tuodominio.co» al posto di «tuodominio.it»).
Li ordiniamo per rischio: prima quelli con server di posta (possono ricevere e inviare), poi quelli con un sito, poi quelli solo registrati. Ogni nome ha un rischio con i suoi motivi e i dati di registrazione: registrar, data, contatto per gli abusi.
«È mio» mette tra i tuoi un nome che hai registrato tu e lo esclude dagli avvisi. «Ignora» lo toglie dall’elenco. «Tieni d’occhio» aggiunge un nome che temi, anche se non è ancora registrato: ti avvisiamo quando lo diventa.
Quanti ne segui dipende dal piano; gli altri restano salvati, nascosti, i più pericolosi per primi. Non contattiamo noi registrar o altri: i dati servono a te per decidere se e a chi segnalare.
Controlli e avvisi
SPF, DKIM e DMARC sono ricontrollati almeno una volta a settimana. La ricerca dei domini sosia ha un ritmo suo, che scegli per ogni dominio tra quelli del tuo piano.
Ti scriviamo solo quando qualcosa cambia: una policy DMARC indebolita, un record SPF o MX modificato, un nuovo dominio sosia o uno che ha ottenuto server di posta.
Per fermare gli avvisi di un dominio usa «Metti in pausa», oppure il link in fondo a ogni email di avviso.
Il tuo account
Il piano decide quanti domini segui, quanti sosia per dominio, ogni quanto li cerchiamo e quanti piani AI puoi chiedere al mese. Li confronti nella pagina Prezzi.
Dalla dashboard puoi uscire da tutti i dispositivi, ritirare il consenso alle comunicazioni commerciali ed eliminare l’account con i suoi dati.
Se perdi il telefono con l’app di autenticazione, scrivici: il ripristino lo facciamo a mano.